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2/22/2008

Chi l'ha detto che l'importante è partecipare?

 

PIERRE de COUBERTIN E QUELLA FRASE MAI DETTA

 

Antonio Lombardo

(Professore Ordinario di Storia dello Sport e Presidente del corso di laurea

in Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata")

 

 

 

Nel 2008 Pechino celebrerà la XXVIII edizione dei Giochi Olimpici moderni, potremo così ammirare i sorprendenti miglioramenti che hanno investito quel grande paese e potremo assistere allo spettacolo sportivo più bello e affascinante del mondo. Le televisioni di tutti i paesi si soffermeranno sulle eroiche gesta degli atleti e sicuramente ci rammenteranno episodi e citazioni della gloriosa storia delle Olimpiadi. Una frase in particolare sarà pedissequamente ripetuta: "come affermava il padre dei Giochi Moderni, Pierre de Coubertin, nello sport l'importante non è vincere, ma partecipare". Si può essere d'accordo o meno con questa affermazione, ed io non sono d'accordo, ma è certo che questa citatissima frase non è stata inventata da Coubertin, e soprattutto con la stessa certezza si può affermare che il barone francese aveva un concetto diverso di sport.

La consultazione delle carte di Coubertin, depositate presso l'Archivio del C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale) a Losanna, mi permette di affermare con assoluta sicurezza che quella frase è stata pronunciata per la prima volta dal vescovo anglicano Ethelbert Talbot della diocesi di Pennsylvania nel corso della cerimonia tenuta nella cattedrale di Saint Paul di Londra in onore dei partecipanti ai Giochi Olimpici del 1908.

Coubertin in una manifestazione successiva, organizzata dal governo britannico in onore degli ospiti, lancia dure parole contro la "follia delle scommesse" che "minaccia l'idea olimpica"; si dice inoltre molto preoccupato per il pericolo che sta correndo il fair play. Annuncia pure l'inizio di una crociata contro le scommesse e chiama in aiuto tutti coloro che amano lo sport per quello che è: vale a dire "per il suo alto valore educativo, per il perfezionamento umano di cui esso può essere uno dei fattori più potenti". A questo punto ricorda che domenica ultima, nel corso della cerimonia organizzata a Saint Paul in onore degli atleti, il vescovo di Pennsylvania lo ha ricordato in termini felici: “l'importante in queste Olimpiadi, non è di vincere, ma di partecipare". Sono parole che non traducono al meglio il vero pensiero di Coubertin circa il suo modo di intendere lo sport. Infatti subito dopo si affretta a fornire un'interpretazione che rappresenta una forzatura rispetto a quelle parole e che si accosta maggiormente alla sua concezione di sport: l'importante nella vita, non è trionfare ma combattere, non è d'aver vinto ma di essersi ben battuto. Lo sport ‑ secondo Coubertin ‑ è prima di tutto lotta, dura lotta, per la vittoria; lo sport è ambizione e volontà: "ambizione di fare più degli altri, volontà di pervenirvi”, le doti dell'atleta devono essere una grande energia, la calma e il controllo di se stesso. Lo sport poi deve tendere verso “l'eccesso”: lo sport vuole più velocità, più altezza, più forza ... sempre di più. è vero! è questo anche il suo inconveniente dal punto di vista dell'equilibrio umano. Ma è anche la sua nobiltà, e anche la sua poesia.

Sono degli elementi distintivi che possono riassumersi nel noto motto di padre Didon: citius, fortius, altius, che Coubertin fa suo e che ben riassume la filosofia dei Giochi Olimpici e dello sport. In conclusione, secondo il barone francese, lo sport va praticato con l'obiettivo della vittoria, ma la vittoria va ricercata con fair play, generosità, lealtà, senza violenza e sempre rispettando l'avversario. Ed è questo il concetto di sport che ci piace e che vorremmo far diffondere sui nostri campi di gioco.

 

Ringrazio la fonte, il sito: http://www.sportmedicina.com/pierre_de_coubertin.htm

 

2/1/2008

PENDERS + FEDE VARINI - LEGGERO

 

1/7/2008

Saluti

 
C'è un amico che parte...
 
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Ho un vecchio amico che sta per partire e stanotte ritorna via.
E' il momento dei baci, dei saluti ed abbracci e gli auguri di buona fortuna
niente lacrime prego, che c'è altro da fare e stasera non piange nessuno
io mi ungo la gola e preparo il bicchiere in onore del vecchio Bob.

C'è una festa ragazzi e qui si va giù pesi
è la festa più grande che ci sia
c'è chi beve e chi zompa, c'è chi canta e chi si tronca,
c'è chi è allegro e chi si butta via
e le ragazze in gran tiro ubriache come matte,
con i guanti e con il vestito rosso,
le zitelle e le spose, le chiattone e sciantose
fanno a gara a ballare con il mostro.

C'è un amico che parte e questa è l'occasione
prenderemo la ciucca ma cantando una canzone

Fare thee well, fare the well,
fare thee well boys 'cos I'm going away
fare the well to the Ramblers
who've been drinking with me.
and to the girlies who've been looking after me.

Fare thee well, fare the well,
un bicchiere solo e ce ne andremo via
salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze
sollevando il bicchiere dell'addio.

I came on Alitalia in the middle of the night
I got stociuos drinking free booze on the plane
I was drunk in immigration
When they tried to search my bags
for the drugs already swallowed on the way.
I was drunk again in Florence,
Reggio Emilia I was pissed
Iwas flutered, plastered, legless when in Rome
and I can't remember Italy,
the Ramblers or the girls
and I can't remember how I'm getting home.
But my nose has gotten redder,
so I must have seen the sun
and my dick is fucking sore,
so I must have had some fun.

Fare thee well, fare the well,
fare thee well boys 'cos I'm going away
fare the well to the Ramblers
who've been drinking with me.
and to the girlies who've been looking after me.

Fare thee well, fare the well,
un bicchiere solo e ce ne andremo via
salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze
sollevando il bicchiere dell'addio.

E' il momento dei balli e la caccia si fa dura
all'Ermella alla Manu e all'Antonietta.
C'è chi punta la Claudia, chi tocca la Simo
chi importuna la Milla e la Cosetta.
Mister Geldof è steso e sta cantando dietro al bar
si esibisce con in mano un cavatappi
Na Na Na Na Na Na ...
I don't mind at all.

C'è un amico che parte e questa è l'occasione
e vogliamo salutarlo cantando una canzone

Fare thee well, fare the well,
fare thee well boys 'cos I'm going away
fare the well to the Ramblers
who've been drinking with me.
and to the girlies who've been looking after me.

Fare thee well, fare the well,
un bicchiere solo e ce ne andremo via
salutiamo gli amici, i musicisti e le ragazze
sollevando il bicchiere dell'addio.

Salutiamo gli amici, il vecchio Bob e le ragazze
sollevando il bicchiere dell'addio
 
 

 

Speriamo che torni....... (Che torni vivo...)

1/3/2008

Ultimo dell'anno 2007/2008

 

 

Tanto per tirami un po’ su, metto le foto dell’ultimo dell’anno appena trascorso.

La serata è stata dominata da: biliardino, cibo, giochi di ruolo e soprattutto alcool (non lo avreste mai detto vero?).

Come si può notare c’era un sacco di gente e sono riuscita per una sera a dimenticare le mie preoccupazioni. A dire il vero ho dimenticato anche una parte della serata, verso la fine ho dei ricordi un po’ annebbiati. Spero di aver fatto la brava…..

 

 

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12/30/2007

Mangiando noccioline

Chiedo scusa a tutti per la mia lunga assenza dal Blog.

Purtroppo in questo periodo ho avuto parecchi problemi. Problemi di cuore, problemi con amici che credevo tali ma che mi hanno deluso. Ho il cuore a pezzi e non sto per niente bene. Ho solo la grande fortuna di avere comunque vicino un sacco di amici validissimi che mi hanno aiutata e sostenuta in questo periodo infausto. La loro presenza mi ha aiutata a non affondare e a capire che quando uno ha dato il meglio per raggiungere un obbiettivo ma alla fine non ci è riuscito, è perché sono sopraggiunti dei fattori esterni che sono indipendenti dalla nostra volontà e impegno (lo diceva anche Cartesio a dire il vero).

Potrei sembrare superficiale, ma alcune cose semplici mi sono servite per proseguire il mio cammino. Gli amici fidati, che ho ritrovato a sostenermi anche dopo anni che non li sentivo. I manga, la musica e i piccoli piaceri della vita.

Dopo tutto quello che mi è successo, mi chiedo: la vendetta è giusta?

In alcuni casi si, in altri no. Diciamo che in linea generale sono una persona buona e non ho mai meditato vendette. Ma la vita è troppo dura e le persone cambiano nel tempo e a seconda delle esperienze che gli capitano.

Se le persone ti prendono il cuore, ci giocano e alla fine lo strotolano tra le mani senza nemmeno chiederti scusa, non meritano una punizione? Forse sì, forse no. Diciamo che nella mia testolina, l’ultimo neurone superstite sta organizzando piani e medita di scrivere certi nomi su un quaderno di morte che ultimamente è diventato molto famoso.

Non sto bene, scrivo sul Blog per puro sfogo personale. Sono stata delusa in modo ignobile e ho troppe ferite aperte. Come si fa a fidarsi di nuovo di una persona? Io non ci riesco, almeno non per ora. Come si dice? Prendo quello che viene e vivo alla giornata, non posso e non voglio fare di più. Non ho la forza e nemmeno la voglia di affezionarmi a una persona. Ho già concesso molto ad alcune persone e queste mi hanno usato finché non hanno trovato altro o non hanno sfruttato tutto quello che gli serviva. Non sono un limone che potete spremere a vostro piacimento.

Posso essere sincera? Ho voglia di uscire, ho voglia di divertirmi, ho voglia di non pensare a nulla, ho voglia di sesso. Ma non ho voglia di cose serie, almeno non per ora. Un periodo di transizione penso mi possa anche spettare di diritto, un periodo sabbatico nel quale riorganizzare la mia vita, i miei pensieri, i miei sentimenti.

Che il Fato mi aiuti e mi indirizzi verso la cosa giusta…………

 

Frasi che sento vicine in questo periodo, considerando tutti i miei stati d’animo.

 

Your destiny is forlorn, have to live till it's undone. Will I never free myself by breaking these chains?

 

Il paradiso è una grossa bugia, tutta la vita è una grossa bugia.

 

Fare sesso nascosti in un cesso
fumarsi una Marlboro dopo l'amplesso
oppure farlo in macchina di fianco alla strada
buscarsi un raffreddore male che vada
sentirsi un po' animali, un po' primitivi
sentire che respiri, sentire che vivi

 

Storefront window, I reflect
Just last week I was merely heck
Tip the scale. I was hell
Picked me up, then I fell
Who's this stranger? Crowbar spine
Da, da, da, and I feel fine
Let it rain, rain, rain (rain)
Bring my happy back again

 

I think I'm drowning
Asphyxiated
I wanna break this spell
That you've created

You will be the death of me
You will be the death of me

8/23/2007

Concorso

Attestato di partecipazione al concorso:
 
.iL.Mio.MoNDo.FaNTaSy.
 
 

http://iosonodiversa.spaces.live.com/

7/18/2007

Elemental Gerad

Elemental Gerad
Titolo originale: Erementar Gerad
Data di prima pubblicazione originale: 2002
 
 
Coud Van Girouet, detto Cou, è uno dei membri più giovani dei Red Lynx, spregiudicati pirati dell’aria che girano il mondo derubando le case di ricchi e nobili con la loro nave volante. Cou è di certo una testa matta, incapace di pilotare le navicelle ma abilissimo ad utilizzare una sorta di fune con un arpione all’estremità che si porta sempre dietro. Nonostante sembri felice non riesce ad accontentarsi della sua vita da ladro, e sente che gli manca qualcosa, uno scopo da raggiungere.
Non c’è da preoccuparsi, perché Maometto non va allo montagna, è la montagna ad andare da Maometto. Dopo aver derubato senza grossi problemi un ricco nobile, Cou trova tra la refurtiva diverse opere d’arte, tra cui un grosso forziere. Aprendolo trova nientemeno che una bella ragazza che, dopo essersi risvegliata, asserisce con tranquillità di voler andare a tutti i costi ad Edil Garden, nonostante non sappia nemmeno dove si trovi.
Ad interrompere l’idillio ci pensano però tre sconosciuti che decidono di attaccare i Red Lynx per recuperare il forziere, presentandosi come membri della Arc Aile, l’organizzazione per la tutela delle Adil Raid. La ragazza, Ren, è proprio un Adil Raid, un essere umano capace di trasformarsi in un’arma ed entrare in simbiosi col suo portatore, e tra l’altro sembra di essere uno tra i più potenti.
I tre assalitori non sembrano eccessivamente violenti, e addirittura offrono ai pirati un’ingente somma di denaro per avere la ragazza. Il denaro viene però rifiutato da Cou, che ormai ha deciso: il suo scopo nella vita è riuscire ad accompagnare la ragazza all’Adil Garden.
Inizia così un furibondo scontro, ed i due vengono fatti fuggire con una navicella. Inseguiti, riescono a cavarsela per un soffio distruggendo però la propria navicella e quella dei loro inseguitori. I cinque, ormai privi di mezzi e dispersi in una località sperduta, sospendono il loro scontro e partono alla ricerca di Adil Garden. Inizia così la fantastica avventura tra pirati, armi umane, duelli mortali e chi più ne ha più ne metta; Cou, Ren e compagni dovranno vederne di tutti i colori prima di trovare il garden e, soprattutto, una vita pacifica.
Ah, per i più curiosi, l’Elemental Gerad altro non è che una sorta di cristallo incastonato nel corpo delle Edil Raid, probabilmente la fonte del loro potere.
 
Tratto da mangadb.it
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Come sempre la recensione è di uno shonen manga, cioè un manga per ragazzi. Il genere è d’avventura, ambientato in un mondo futuristico pieno di tecnologia. Presenta gli aspetti principali dei manga di questo genere: Molta azione, la maturazione del personaggio principale sia mentale che come pura forza fisica e l’accenno di una relazione amorosa tra i protagonisti. Novità di questo manga è il fatto che le ragazze sono esse stesse delle macchine che si possono trasformare e lottare in simbiosi col cavaliere che si sono scelte. L’inizio non è eclatante, presenta infatti una trama già vista e senza troppi colpi di scena. Andando avanti nella storia però la trama comincia a diventare un po’ più corposa e ad arricchirsi di personaggi e di eventi. I personaggi iniziano pian piano a caratterizzarsi e le intercalazioni comiche rendono più fluente la trama. Il disegno non mi dispiace (infatti è uno dei requisiti primi che mi fa decidere se fare o non fare una determinata collezione) anche se alcune scene sono confuse e descritte in modo approssimativo. In definitiva, è un maga abbastanza divertente e piacevole da seguire, anche se spero che la trama diventi più interessante nei prossimi numeri. 

6/28/2007

Yaiba

 
Titolo originale: Yaiba (Kenyuu Densetsu Yaiba)
Data di prima pubblicazione originale: 1988
Serie composta da: 24 volumi
 
Prologo surreale: Yaiba vive assieme al padre nella giungla, vestito con kimono e zoccoli, nutrendosi di belve feroci che uccide con la propria spada di legno. Mentre per il padre quella di andare ad isolarsi è stata una scelta, per il ragazzino è l’unico mondo disponibile, per cui lo vive con serenità ed allegria.
La storia inizia quando i due, imballati per sbaglio in scatoloni di ananas, vengono rispediti in Giappone, trovando alloggio nella grande residenza di Raizo Mine, il più grande avversario del padre di Yaiba, grande kendoka appartenente ad una famiglia di esperti.
Arrivato in città il ragazzo si lancia in una sequenza di gag e situazioni imbarazzanti mica da ridere, accompagnato dalla sua coetanea Sayaka Mine, attirando tra l’altro con i suoi comportamenti l’ostilità di un folto numero di persone.
Fin da subito però Yaiba verrà costretto a mostrare la sua abilità con la spada di legno, abilità grezza e istintiva che dovrà essere forgiata a dovere. A stimolarlo, diventando il suo più grande avversario, ci penserà Takeshi Onimaru, esperto kendoka dal carattere diametralmente opposto a quello di Yaiba, che a sua volta non riuscirà a sottrarsi dall’essere protagonista di diverse gag.
Lo sviluppo della storia, inizialmente impostata come una normalissima commedia d’azione, cambierà dopo pochi volumi, introducendo componenti fantastiche ed una sequela di nemici vari che vorranno fare la pelle al protagonista
Yaiba è un manga semplice e diretto, non come un cazzotto nello stomaco, ma piuttosto come una barzelletta un po’ sporca. La serie è comica e surreale, con dei ritmi e delle scene che potrebbero facilmente ricordare Ranma 1/2, o quantomeno lo stile della relativa autrice, Rumiko Takahashi. Gran parte delle cose che accadono non hanno un motivo preciso, accadono perché sono funzionali alla storia, oppure proprio perché nessuno è riuscito ad impedire che accadessero.
Yaiba diventa all’inizio amico di una tigre, ma non perché gli salva la vita, o perché ha una particolare empatia con le belve. Semplicemente perché, mentre cercava di mangiarsela, viene aggredito da un gruppo di scimmioni piuttosto agitati, e la usa come mezzo di locomozione per scappare, per poi trovarsela in Giappone ed usarla come sparring partner negli allenamenti. Anche il primo scontro con Onimaru diventa una sorta di bandiera per far inquadrare la serie, combattendosi i due ragazzi saltando da un furgone all’altro, combattendo reggendosi con una mano al finestrino, lanciandosi il carico, sfondando le vetrate dei negozi, facendosi scudo con piatti e pentole.
 

Una serie spontanea e divertente quindi, che però lascierà la strada dell’umorismo non-sense per lanciarsi in un filone avventuroso più simile ad un Dragon Ball che ad un Ranma, probabilmente guadagnandone a livello di combattimenti e perdendone a livello di comicità.
Il disegno, nonostante siano ben visibili le potenzialità dell’autore che in seguito ha realizzato l’ottimo Detective Conan, è decisamente spartano. In quest’opera infatti Gosho Aoyama ha un tratto grosso e piuttosto grezzo, molto rotondo e caricaturale, decisamente meno fine e preciso di quello delle sue opere successive. Nonostante questo l’opera è ben leggibile, con scene dinamiche ben realizzate e caratterizzazioni grafiche adatte all’atmosfera comica. Si spera, vista la lunghezza dell’opera, in un miglioramento.

 
Tratto da mangadb.it
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L’ho preso come al solito perché si trattava di un manga d’azione. Conoscevo l’autore grazie al famoso Detective Conan (manga che non compro, ma ho visto ogni tanto l’anime in Tv) e non ero sicura se volevo collezionare una serie di questo mangaka. Leggendo però la trama e le recensioni, mi sono decisa a prenderlo e devo dire che non me ne sono pentita. Anche se non è certo uno dei miei manga preferiti, ha dei ritmi che all’inizio mi ricordano molto Dragon Ball. Il fatto che Yaiba sia infatti cresciuto nella jungla non conoscendo nulla del mondo esterno, ricorda molto il background di Goku.

Lo sviluppo della storia invece si discosta un poco dal filone di D.B. e mi ricorda invece il mitico Dottor Slump per le situazioni assurde e imbarazzanti che si vanno a creare. Insomma, mi fa molto ridere e questo è un punto a suo favore.

Il disegno invece non mi piace per niente. Il tratto è grezzo e non c’è una grossa cura per i particolari. Quello che mi piace meno sono proprio le persone che vengono disegnate abbozzate come fa la Takahashi. Faccio fatica di solito a prendere un manga che abbia dei disegni che non mi ispirano, quindi se lo leggo lo faccio proprio perché la storia regge e mi diverte.

Se vi piace il genere e amate l’umorismo surreale, vi consiglio di dargli un’occhiata!  

6/12/2007

Dragonlance The Movie

Girovagando per il Web ho trovato questa notizia che mi ha colpito particolarmente, essendo una grandissima fan della saga di Dragonlance. Era da tanto che girava la voce di un possibile film ispirato alla prima trilogia (film in computer grafica), ma fin’ora non era uscita nessuna notizia precisa. Ora, non so se questa cosa che pubblico qui di seguito sia veritiera al 100%, ma la notizia è apparsa anche sul sito ufficiale, quindi mi da buone speranze. L’unica pecca, sembra che l’uscita sia prevista solo per l’home video, quindi ho il timore che la qualità non sia eccelsa e che il film non sia curato nei particolari. Aspettando la trasposizione con attori veri (MAGARI!!!!!!), vediamo cosa ci combinano con questa pellicola!

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Stiamo seguendo da un po’ gli sviluppi del film in computer grafica di una delle saghe (la quantità di libri è tale che forse bisognerebbe inventarsi un nuovo termine) letterarie più amate di tutti i tempi, quel Dragonlance nato tra le righe di un manuale per giochi di ruolo e approdato sugli scaffali delle librerie con le Cronache di Dragonlance — I Draghi del Crepuscolo d’Autunno, firmato da Margaret Weis e Tracy Hickman e primo capitolo di una trilogia cartacea che finirà per fare da genitore a una serie di romanzi scritta anche da tanti autori diversi, dimostrando una prolificità degna di un roditore.
E proprio dalla Cronache sarà tratta la trilogia di celluloide, o meglio di pixel, tutta in computer grafica e pensata per un pubblico di adulti.
Apprendiamo dal sito ufficiale che segue la produzione del film, dalla tastiera del regista di cartoni animati Will Meugniot (Ultimate Avengers II).
 
A parte la curiosità di leggere come funziona il lavoro di un regista in una produzione del genere, che pare mettere mano direttamene all’animazione di ambienti e personaggi, ci viene detto così, en passant, come se niente fosse, che il film uscirà solo in DVD (dice “il DVD non uscirà prima dell’inverno, anche se sarà già pronto in primavera”).
Benché la cosa fosse più che paventata, finora non era mai stato annunciato ufficialmente. Non che ci sia nulla di male da dire sui film per l’home video, anzi, però è innegabile che una pellicola pensata direttamente per le videoteche non ha praticamente mai la qualità tecnica di un prodotto per il cinema. Per una saga amata e seguita come quella di Dragonlance, dispiace un po’.
 
Come se non bastasse, lo stesso Meugniot ci fa capire chiaramente che I Draghi del Crepuscolo d’Autunno presenterà un misto di animazione 3D e 2D. Si parla di animazione computerizzata per i capelli della bella barbara Goldmoon (motore della trama col suo bastone di cristallo azzurro), per la nebbia nella scena in cui i mostruosi draconici si presentano agli eroi protagonisti, Tanis Mezzelfo e compagnia, vestiti da chierici, per le luci che penetrano il fumo della locanda dell’Ultima Casa, a Solace, la città sugli alberi. Ma pare di capire che i personaggi saranno disegnati alla vecchia maniera. In tutto sono 1864 scene, di cui  1600 d’interazione 2D con 3D.
 
Non resta che sperare in un buon prodotto, considerando che qualche nome del doppiaggio è decisamente illustre: Kiefer Sutherland per la voce rotta del mago maledetto Raistlin, amatissimo dai lettori, e Lucy Lawless, la combattiva Xena in TV, che presterà le corde vocali proprio alla bionda Goldmoon.
Dopo il successo del Signore degli Anelli al cinema le major hollywoodiane hanno pensato a lungo all’adattamento di un’altra saga fantasy per il cinema, in un film con attori veri.  Per Dragonlance di un film si è parlato a lungo, prima con attori poi in computer grafica, sono arrivati Dungeons & Dragons ed Eragon, quest’ultimo scelto perché più “nuovo”, più recente e considerato più vicino al pubblico giovane, e ora Tanis e compagni approdano in videoteca. Saranno state fatte le scelte giuste?
 
La trama in pillole
Nuovi dei si contendono il mondo fantastico di Krynn, tre secoli dopo che gli antichi idoli hanno abbandonato le popolazioni scagliando su di loro una montagna di fuoco. Dopo cinque anni dalla partenza, un gruppo di amici si ritrova alla Locanda dell'Ultima Casa a Solace. Tanis Mezzelfo, il mago Raistlin Majere con il suo gemello guerriero Caramon, l'aspirante Cavaliere di Solamnia Sturm Brightblade, il nano Flint Fireforge, e il kender Tasslehoff Burrfoot si riuniscono tenendo fede alla promessa che li ha legati nella ricerca di una conferma alle voci che sussurravano di una crescita del Male terribile, che ha al suo servizio Draghi e draconici (ibridi di umani e draghi) e che pare inarrestabile.
Manca all'appuntamento la spadaccina mercenaria Kitiara. Ma inaspettatamente compaiono i due barbari Riverwind e Goldmoon giungono alla locanda recando con sé un bastone che l'Alto Teocrate, governatore della città, e le truppe draconiche al servizio della Regina Oscura, bramano.
Il destino unisce i barbari e il gruppo nelle avventure che li portano a scoprire che gli antichi dei non hanno mai abbandonato gli uomini, bensì sono stati questi ultimi a dimenticarli. Viene anche rivelato loro che La Regina delle Tenebre, potentissima dea malvagia, è tornata nel mondo e ha risvegliato i draghi. Il grande male sta prendendo forma nel mondo e l’unica risposta in grado salvarlo si trova nelle mitiche Dragonlance, unica arma in grado di sconfiggere il male. Il cammino non è semplice, devono affrontare imprese che, in più di un'occasione, metteranno a repentaglio la loro vita.
 
Per qualsiasi informazione tenete d'occhio il sito www.Dragonlance-Movie.com, il portale che per anni è stato il riferimento non ufficiale delle notizie sul film di Dragonlance, e che ora è diventato il sito ufficiale del film.
 
Tratto da fantasymagazine.it

6/6/2007

Ingenier Cane

Questo non potevo non pubblicarlo… Ingeniere, responsabile, ponte, Messina…. Parole che fanno girare la testa! Che bei ricordi! Questo personaggio di De Luigi è veramente un mito, ringrazio tanto Pluruo che mi ha scovato questa splendida perla.

 

 

Amici…. Ho volato…. Si può volare!

Vedo bulloni che ridono, cavi dell’alta tensione che corrono, radici quadrate che raccontano storie interessanti!

5/19/2007

Hoshin Engi

Hoshin Engi

Titolo originale: Hoshin Engi
Data di prima pubblicazione originale: 1996
 
 
Ben tremila anni fa era in vita la più grande e forte dinastia cinese di sempre, la dinastia Yin. L’era di prosperità si interruppe quando al fianco del giovane imperatore arrivò Dakki, una donna bellissima e tremenda, che con le sue indicazioni fuorvianti dette via ad un periodo di soprusi e violenze verso la popolazione, accompagnati da sprechi e dissolutezze a corte. Quello che i poveri popolani non potevano sapere è che tutto questo non dipendeva dal volere dell’imperatore: Dakki era infatti una tremenda sennin, un’eremita immortale dalle grandi capacità, tra le prime a scendere nel mondo terreno per il proprio tornaconto personale.
I sennin infatti risiedono insieme ai doshi, gli aspiranti eremiti, in un mondo separato da quello degli uomini, dove possano con calma raggiungere l’illuminazione. In seguito a non si sa quale evento, Dakki è scesa tra gli uomini e, indisturbata, ha usato i propri poteri di persuasione per controllare tutta la corte imperiale e per permettere ai propri sottoposti, sempre sennin o doshi malvagi, di fare il loro piacimento.
Per risolvere la situazione i grandi sennin illuminati decidono di inviare sulla Terra un apprendista molto promettente, ma poco avvezzo a seguire il normale cammino per la crescita spirituale: Taikobo. Il suo compito è quello di realizzare il piano dei sennin, che intendono confinare le entità malvage scese sulla Terra in un mondo divino dal quale non potranno mai scappare, in modo che abbiano tempo per redimersi o per dannarsi. I nomi da confinare sono elencati nella lista Hoshin.
Sebbene Taikobo sembri riluttante il suo destino sarà quello di completare la lista hoshin. I sennin lo hanno scelto proprio perché la sua vita da normale umano si concluse quando molti anni prima, oltre 70, la terribile Dakki fece sacrificare tutta la sua tribù in onore del defunto imperatore dell’epoca.
Così Taikobo, accompagnato da un mostro spirituale che lo accompagnerà nel suo viaggio ed armato di un Paope, una sorta di artefatto in grado di sprigionare particolari poteri per aumentare la forza dei sennin, parte per il mondo terrestre deciso a compiere la tua missione: distruggere Dakki e tutta la marmaglia al suo seguito.
Hoshin Engi è una manga d’azione con ambientazione fantastica, decisamente orientato verso l’ironia e l’umorismo. Il protagonista asceta, come Ryo Saeba, è un finto tonto da antologia, che nasconde sotto i suoi comportamenti illogici e a volte demenziali una risoluzione e delle capacità fisiche e mentali straordinarie, tanto che il suo maestro lo considera come il più promettente tra i doshi.
Si tratta di un manga chiaramente orientato al combattimento e, fortunatamente, sembra che l’autore sia intenzionato ad non impostarlo come una serie di uno contro uno basati sulla mossa più potente. Si direbbe che si stia invece sforzando il più possibile rendere gli scontri meno fisici e più narrativi. Ovviamente, trattandosi di una serie decisamente lunga, non è possibile inizialmente capire se questo aspetto, che si concretizza nelle prime fasi con delle scene piuttosto prevedibili, verrà ulteriormente rafforzato o se verrà abbandonato.
La narrazione è veloce e non si perde in sentimentalismi o nell’analisi del dramma umano. La serie è molto giocosa e di pura azione, ed il modo in cui si costruiscono le storie si rispecchia in questa impostazione.
Il disegno non è particolarmente raffinato ed è molto caricaturale, basti vedere il design del protagonista, con i piedi e le mani enormi. Queste caratteristiche esagerate sono presenti più o meno in tutti i personaggi, dandogli un aspetto decisamente fuori luogo, ma accrescendo la sensazione di trovarsi in un mondo fantastico.
È da menzionare come il disegno di una serie più recente dell’autore, Waq Waq, sia enormemente più raffinato a livello di tratto, e soprattutto a livello di design. C’è da sperare che la crescita sia veloce e che anche Hoshin Engi possa giovarne.
 
Tratto da mangadb.it
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Concordo nel dire che è ancora un po’ presto per dare un giudizio preciso su questo manga. Certo è che la storia è sufficiente per destare l’attenzione, in quanto si tratta della trasposizione seconda leggenda cinese più famosa.  Infatti questo titolo è ispirato alla celebre leggenda cinese “Feng Shen Yan Yi”

Prima di prendere questo manga, avevo preso la miniserie in 4 volumi “Waq Waq” dello stesso autore per valutare se ne valesse la pena. La serie mi era piaciuta, i disegni avevano uno stile particolare che mi attraeva e la storia era ben sviluppata. Così ho deciso di avventurarmi anche in questa serie di 23 volumi che tanto successo ha avuto in patria. Delusa non lo sono di certo, quando ho tra le mani un manga d’azione è difficile che non me ne innamori. Anche in questo caso il mio giudizio è dunque positivo. Il disegno è effettivamente meno curato rispetto alla più recente opera dell’autore, ma mi piace anche se presenta dei tratti esagerati e molte caricature. La storia si sta lentamente costruendo. Lasciando perdere il primo volume che è una sorta di presentazione (come accade in quasi tutte le serie giapponesi), dal secondo il ritmo inizia a essere più elevato e interessante soprattutto con la comparsa di nuovi personaggi. Il protagonista è il solito “casinista” che alla fine riesce sempre a cavarsela e a risultare simpatico. Le scene di lotta sono ben strutturate e hanno un ritmo incalzante, il che promette di non annoiare il lettore come nelle migliori tradizioni degli shonen manga. Aspetto con fiducia che il gruppo cresca arruolando nuovi personaggi, che porteranno senza dubbio delle sfumature nuove e divertenti a tutta la storia (un po’ come accade dei libri fantasy che adoro tanto).

Consigliato!!!!

Guardatevi la sigla giapponese di apertura e chiusura!

 

5/9/2007

Torino Comics

Appuntamento con la celebre fiera del fumetto di Torino arrivata quest’anno alla sua 13a edizione. L’appuntamento è per i giorni tra il 10 e il 14 di Maggio alla Fiera del Libro, Lingotto Fiere, Via Nizza 280, TORINO.

 

Per tutte le informazioni potete guardare il sito ufficiale: http://www.torinocomics.com/ dove trovate gli orari della segreteria col numero di telefono e il fax e naturalmente la mail per le informazioni.

 

Io anche quest’anno do forfait, purtroppo non riesco ad andarci. Sia per questioni di tempo che per questioni di soldi, questo mese ho troppe spese!

5/3/2007

Uscite Maggio 2007

STAR COMICS   

USCITE DAL 2 MAGGIO

YOUNG nr. 156 - ONE PIECE nr. 43
Di Eiichiro Oda
12x18, 224 pp, b/n - Euro 3,30

 
NEVERLAND nr. 194 - INUYASHA nr. 56
Di Rumiko Takahashi
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30

 
GREATEST nr. 88 - 3x3 OCCHI nr. 35 (di 40) TRINETRA XXV - LA SERIE INEDITA
Di Yuzo Takada
13x18, 240 pp, b/n - Euro 4,20

 
DRAGON nr. 107 - HOSHIN ENGI nr. 3 (di 23)
Di Ryu Fujisaki
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30

 
DETECTIVE CONAN nr. 28
Di Gosho Aoyama
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30
 

USCITE DAL 7 MAGGIO

POINT BREAK nr. 90
CHEVALIER – LE CHEVALIER D'EON nr. 1 NOVITA'

Di Tou Ubukata e Kiriko Yumeji
13x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30

 
ZERO nr. 92 - ELEMENTAL GERAD nr. 3
Di Mayumi Azuma
13x18, 176 pp, b/n - Euro 3,30
 
ACTION nr. 163 - DARK HAIR CAPTURED nr. 1 (di 7) NOVITA'
Di Ryusuke Mita
12x18, 176 pp, b/n - Euro 3,30
 
KAPPA EXTRA nr. 107 - ARIA nr. 8
Di Kozue Amano
13x18, 192 pp, b/n - Euro 4,20
 
FAN nr. 95 - XXXHOLIC nr. 2
Di CLAMP
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30
USCITE DAL 14 MAGGIO

DRAGON BALL PERFECT EDITION nr. 17 (di 34) - DRAGON BALL Z
Di Akira Toriyama
15x21, 240 pp, col, b/n - Euro 4,00

SHOT nr. 96 - PRINCESS PRINCESS nr. 1 (di 5) NOVITA'
Di Mikiyo Tsuda
12x18, 176 pp, b/n - Euro 3,30

STARLIGHT nr. 176 - OH, MIA DEA! nr. 4
Di Kosuke Fujishima
13x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30
 

USCITE DAL 17 MAGGIO
UP nr. 40 - KERORO nr. 2
13x18, 176 pp, b/n - Euro 3,30
 
GHOST nr. 41 - BEET VANDEL BUSTER nr. 3
12x18, 208 pp, b/n - Euro 3,30

STORIE DI KAPPA nr. 149 - BESTIA - RYUGETSUSHO nr. 2 (di 4)
Di Ryoichi Ikegami
13x18, 240 pp, b/n e col., sovraccopertina, - Euro 6,00
 
MITICO nr. 149 - YAIBA nr. 4 (di 24)
Di Gosho Aoyama
12x18, 192 pp, b/n -Euro 3,30

TECHNO nr. 157 - SOTTOVOCE - SASAMEKE nr. 5 (di 5)
Di Ryuji Gotsubo
13x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30
USCITE DAL 24 MAGGIO
 
KM PRESENTA nr. 5 - OTAKU CLUB GENSHIKEN nr. 5 (di 9)
Di Kio Shimoku
13x18, 176 pp, b/n e col., - Euro 5,00

AMICI nr. 115 - SPLENDID LOVESTORY nr. 14
Di Mayu Shinjo
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30

TURN OVER nr. 84 - HIGH SCHOOL DEBUT nr. 6
Di Kazune Kawahara
12x18, 192 pp, b/n - Euro 3,30

ANATOLIA STORY nr. 27 (di 28)
Di Chie Shinohara
12x18, 192 pp, b/n - Euro 4,20

ANIME COMICS nr. 95 - INU YASHA nr. 14
Di Rumiko Takahashi
13x18, 208 pp, col., -Euro 4, 20

GUNDAM UNIVERSE nr. 22 - ECOLE DU CIEL nr. 6
Di Haruhiko Mikimoto
13x18, 208 pp, col. e b/n, sovaccopertina, - Euro 6,00
 
PLANET MANGA
 
USCITE DAL 10 MAGGIO

EVANGELION COLLECTION nr. 10
13x18, 176 pp, - Euro 4,00

COLLANA PLANET nr. 75 - GALISM nr. 1 NOVITA'
11x17, 192 pp, b/n - Euro 4,00

MANGA GRAPHIC NOVEL nr. 39 - GLAUCOS nr. 3
13x18, 232 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 4,90

MANGA LEGEND nr. 79 - I CAVALIERI DELLO ZODIACO EPISODE G nr. 19
13x18, 96 pp, b/n - Euro 2,00

CAPOLAVORI MANGA nr. 59 - LOVELY COMPLEX nr. 2
11x17, 184 pp, b/n - Euro 4,30
 
MANGA 2000 nr. 79 - GANTZ nr. 19
13x18, 224 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 4,50

NARUTO IL MITO nr. 14
11x17, 192 pp, - Euro 3,90

SHAMO nr. 14
13x18, 224 pp, - Euro 4,50
MANGA MIX nr. 50 - TOUGH nr. 3
13x18, 208 pp, b/n, – Euro 4,30

USCITE DAL 17 MAGGIO

ANGEL HEART nr. 38
13x18, 96 pp, - Euro 2,00

BLEACH nr. 13
11x17, 184 pp, - Euro 3,50

FULLMETAL ALCHEMIST nr. 11
11x17, 192 pp, - Euro 3,50

NANA COLLECTION nr. 3
11x17, 192 pp, - Euro 4,90


USCITE DAL 24 MAGGIO

MANGA SUPERSTARS nr. 30 - AIR GEAR nr. 3
11x17, 208 pp, b/n, – Euro 3,90
 
BERSERK nr. 62
13x18, 112 pp, – Euro 2,00

MANGA STORIE NUOVA SERIE nr. 22 - IL PRINCIPE DEL TENNIS nr. 4
11x17, 192 pp, - Euro 3,90

MAXIMUM BERSERK nr. 17
18x26, 328 pp, – Euro 7,00


USCITE DAL 31 MAGGIO

COLLANA JAPAN nr. 78 - ANNE FREAKS nr. 3
13x18, 192 pp, b/n - Euro 4,90

MANGA DREAM nr. 76 - FULLMOON CANTO D'AMORE nr. 5
11x17, 200 pp, b/n - Euro 4,30

LIFE nr. 15
13x18, 176 pp, b/n - Euro 5,50

MANGA LOVE nr. 79 - NANA nr. 31
11x17, 144 pp, b/n, – Euro 2,20

MANGA UNIVERSE nr. 70 - SHIGURUI nr. 7
13x18, 224 pp, b/n, – Euro 4,00

VAGABOND nr. 36
13x18, 144 pp, con sovraccoperta - Euro 3,00



SOLO PER FUMETTERIE
USCITE DAL 17 MAGGIO


CRONACHE DI UN GUERRIERO nr. 3
13x18, 192 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 5,90



SOLO PER FUMETTERIE
USCITE DAL 24 MAGGIO


SLAM DUNK DELUXE nr. 5
14x21, 232 pp, b/n e col., con sovraccoperta - Euro 7,50

SOLO PER FUMETTERIE
USCITE DAL 31 MAGGIO


COWBOY BEBOP nr. 2
13x18, 176 pp, b/n, Euro 6,90

IKIGAMI nr. 1 NOVITA'
13x18, 216 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 7,00
DYNAMIC

USCITE DAL 2 MAGGIO


LOVE + DESSIN BOX NOVITA'

ORORON THE DEVIL nr. 1 NOVITA'
13x18, 200 pp, b/n


USCITE DAL 16 MAGGIO


BECK nr. 8

BIG G.T.O. nr. 8

CAFE' KICHIJOJI nr. 1 NOVITA'

FUTARI ETCHI nr. 10

HANAKIMI nr. 8

LE SITUAZIONI DI LUI E DI LEI nr. 4 PRIMA RISTAMPA

LE SITUAZIONI DI LUI E DI LEI nr. 5 PRIMA RISTAMPA

LE SITUAZIONI DI LUI E DI LEI nr. 6 PRIMA RISTAMPA
 
HONEY
ANGEL nr. 1 NOVITA'
Di U-Jin
13x18, 192 pp, b/n e col., con sovraccoperta - Euro 5,90


THE ROOMMATE nr. 1 NOVITA'
Di Kahoru Yunagi
15x21, con sovraccoperta, 192 pp, b/n e col., - Euro 7,50

 
HAZARD EDIZIONI
GO nr. 2 (di5)
Di Kazuki Yoshifumi
13x18, 210 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 7,50

 
KAPPA EDIZIONI
BAMBI nr. 2
15x21, 192 pp, col., brossura + sovraccoperta, - Euro 9,50
Di Atsushi Kaneko


AMORE MATTO (volume unico) NOVITA'
Di Reiichi Hiiro
13x18, 192 pp, b/n, brossura + sovraccoperta, euro 9,50



TEZUKA SECONDO ME UNA BIOGRAFIA D'AUTORE (a fumetti) NOVITA'
Di Takao Yaguchi
15x21, brossura + risvolti, 416 pp, b/n - Euro 15,00


LA CITTA' DELLA LUCE NOVITA'
Di Inio Asano
14,5x21, brossura, 208 pp. b/n - Euro 8,50


NOTE DI BELLEZZA NOVITA'
Di Shinobu Gotoh + Kazumi Ohya
13x18, brossura + sovraccoperta, 208 pp, b/n - Euro 8,50

 
FLASHBOOK

USCITE DAL 15 MAGGIO



D-CLOTH nr. 2
12x18, 192 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 5,90

BOKURA GA ITA – NOI C'ERAVAMO nr. 1 NOVITA'
12x18, 192 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 5,90


USCITE DAL 31 MAGGIO


DEARS nr. 6
12x18, 192 pp, b/n, con sovraccoperta - Euro 5,90

 

Ho messo in ROSSO le novità che più mi interessano e che sicuramente prenderò.

4/24/2007

I racconti di Terramare

 
I racconti di Terramare

Titolo originale: Gedo Senki
Nazione: Giappone
Anno: 2006
Genere: Animazione
Durata: 115'
Regia: Goro Miyazaki
Sito ufficiale: www.ghibli.jp/ged
Sito italiano: www.luckyred.it/iraccontiditerramare/

Cast:
Produzione: Studio Ghibli
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: Venezia 2006
20 Aprile 2007 (cinema)

Trama:
Un veliero naviga nel mare in tempesta. Il capitano ordina all’Uomo del Tempo di calmare il mare, ma l’uomo del tempo non riesce a ricordare il vero nome del mare e del vento nonostante tutti i suoi sforzi. Poi, all’improvviso, appaiono due dragoni dai nuvoloni neri, che si stanno divorando a vicenda. Per i dragoni che vivono nell’occidente più profondo, apparire nelle zone orientali abitate dall’uomo e mangiarsi uno con l’altro è qualcosa di impensabile: l’equilibrio del mondo sta crollando... Ged è in viaggio, alla ricerca della causa che provoca i mali del mondo. Da ragazzo era un pastore impetuoso e arrogante; ora è un uomo maturo... ed è il più grande dei maghi. Nel corso dei suoi viaggi, incontra Arren, Principe di Enland, perseguitato da una misteriosa “ombra”, la forza disastrosa che sta distruggendo l’equilibrio del mondo e sta facendo impazzire la gente.

Tratto da FilmUP
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Diciamo subito che Gedo senki non è stato accolto benissimo, e i commenti a Venezia 63 non sono stati sicuramente all'acqua di rose. Goro Miyazaki non è papà, e I racconti di Terramare non è La città incantata, e lo possiamo notare. E' anche vero che è il primo lavoro di Miyazaki jr., ed è anche vero che dietro a tutto il lavoro c'è sempre lo Studio Ghibli. Ma c'è chi ha notato un'animazione al di sotto dello standard e una certa piattezza nello stile.

Con questo non voglio non invitarvi ad andare a vedere il film, anzi: sono convinto che qualcuno saprà comunque apprezzare questa storia di maghi, draghi e magia, in cui il giovane Ged, destinato a diventare un grande arcimago grazie ai suoi poteri, viaggia assieme al principe Arren per salvare l'Arcipelago degli uomini, sempre più in pericolo. Imperversa la siccità, compaiono draghi, muoiono le pecore senza spiegazione: i protagonisti dovranno affrontare un malvagio e misterioso stregone, ambiguo e cattivissimo, per riportare il tutto alla normalità.

In uscita il 20 aprile nelle sale italiane, I racconti di Terramare potrebbe avere una sua personale rivincita con il pubblico dopo essere stato un po' maltrattato dalla critica.

Goro Miyazaki promette bene. Detto questo, di strada ne deve ancora fare, e forse suo padre lo sa benissimo. In Gedo Senki manca quel qualcosa in più, quella carica fantastica che ti faccia sognare ed emozionare ad ogni sequenza. Ma assolutamente non si tratta di un film non riuscito o mediocre. Il film di Miyazaki jr. è un bel film d'animazione, certo pieno di fantasia e di elementi notevoli, che perde qualcosa con alcune banalità troppo spesso ripetute (che senso ha continuare a ripetere quel discorso sulla vita e bla bla bla? Non era necessario). Di materiale ce n'è a sufficienza, visto che la trama è tratta da una trilogia di Ursula K. Le Guin. Chissà, forse è proprio tutta questa carne al fuoco che, per un regista esordiente, ha fatto sì che non tutto andasse meravigliosamente. La città incantata è lontana, ma i minuti passano e il divertimento c'è tutto. Draghi, mondi in subbuglio, maghi, persone umanissime, magia e sentimento. E, carta a favore, un cattivo inquietante e ambiguo, che resta all'oscuro per una buona parte della pellicola. Per il resto ci si trova di fronte ad un cartone animato di tutto rispetto (e di Studio Ghibli si parla, ecco, giusto per ricordarlo), che ha un'anima e che nonostante i difetti coinvolge. Sarà perchè i cartoni animati sono ormai l'unico genere (quasi) sicuro, ed è sempre un piacere perdersi dentro.

Tratto da cineblog.it
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Uscito da poco nelle sale italiane. Non è stato osannato dalla critica, potrebbe comunque riscontrare una buona approvazione nel pubblico.

Personalmente amo lo stile e il genio di Miyazaki. E se come dice il detto: “la mela non cade molto distante dall’albero”, anche questo film che è stato fatto dal figlio non dovrebbe essere per nulla malvagio. La trama poi mi intriga molto, soprattutto perché ci sono di mezzo dei draghi. Io ADORO queste creature e quindi penso che questo film sia giusto giusto adatto a me, oltre a tutti i sognatori ad occhi aperti che amano lo stile dei cartoni giapponesi!

Spero di poter inserire presto il commento al film dopo che l’avrò visto. 

Trailer